Massimo Golfieri ad Arte in Porto

Massimo Golfieri, nato a Faenza nel 1953, vive a Imola.
allievo di Vincenzo Satta e Pompilio Mandelli si diploma nei primi anni ‘70 al corso di pittura
all’Accademia di Belle Arti di Bologna con una tesi fotografica-pittorialista, (la fotografia era
ancora guardata con sospetto in questo tipo di Istituti). Disegnatore e caricaturista, si dedica
all’incisione nello studio di Mario Leoni a Bologna, poi all’arte applicata, lavora in tipografia,
in grafica e come operatore televisivo free lance per diverse emittenti private e per rai3.
Oltre un decennio di viaggi tra la Francia, il medio Oriente, i paesi dell’area mediterranea.
Poi negli Stati Uniti,nella prima metà degli anni ‘80 espone per la prima volta le proprie fotografie
di viaggio in bianco e nero colorate a mano. In quegli anni fa conoscenza di diversi
artisti e poeti che segnano una svolta importante nel suo lavoro artistico ed espone i propri
lavori in varie città italiane e in circuiti indipendenti nordeuropei come il trans europa halles.
Non ha mai lavorato per agenzie fotogiornalistiche.
Alla fine degli anni ‘80 inizia l’attività in proprio come grafico occupandosi molto di comunicazione
sociale e culturale; nei suoi lavori utilizza solo le proprie immagini fotografiche.
Parallelamente procede nella libera ricerca fotografica, realizzando nuovi racconti spesso
ispirati anche dal suo archivio di immagini.

Procede su diverse linee di ricerca parallele a livello tecnico e narrativo, attraversate da un comune filo poetico e dalla costante che tra un’immagine e chi la guarda passa sempre un pensiero.
Ha realizzato reportages di carattere etnografico dilatati nel tempo, in bianco e nero analogico spesso colorato a mano con le tecniche classiche dei pittorialisti, su stampe fine art. Tecniche che trasformano il multiplo, tipico della fotografia, in pezzo unico, caratteristico della pittura e per la loro natura vanno in netto contrasto con i tempi e le modalità del repotage fotogiornalistico…Provocazione poetica dove la memoria degli eventi ritrova i suoi tempi e spazi naturali.
L’intervento sulla foto è spesso utilizzato per dare all’immagine il vero colore, quello rimasto impresso nella memoria, quello dell’aura, che gli standard tecnici non sanno vedere, altre volte traspare il sottile piacere della falsificazione, anche esplicita…Applica sua esperienza in queste tecniche anche nell’elaborazione delle immagini digitalizzate. L’abbinamento successivo di queste immagini da vita, poi, a diversi livelli di racconto spesso esposti sotto forma di mostre e installazioni… Documentatore di eventi sociali e artistici, le sue immagini a sfondo sociale hanno spesso militato in circuiti indipendenti come la ricerca esterni in interno sulle strutture di controllo realizzata negli ospedali psichiatrici di Imola portata
avanti per oltre 10 anni nei reparti ancora funzionanti e abitati. Alle volte abbina le proprie immagini alla scrittura, a testi e poesie di autori e poeti con cui collabora anche per pubblicazioni editoriali.
Dal 2006 realizza le stampe fotografiche utilizzando anche tecnologie digitali come stampa lambda e stampa digitale fine art. Con l’elaborazione digitale delle immagini fotografiche esplora da anni le
frontiere dell’illustrazione, con frequenti incursioni nell’applicazione grafica come avviene nella ormai ventennale collaborazione con Angelica festival internazionale di musica dove cura la comunicazione con parametri non convezionali e racconta in immagini alcuni aspetti della musica contemporanea e classica attraverso una lunga serie di manifesti, cataloghi, locandine, cartoline, cover di CD e altre produzioni editoriali prevalentemente realizzati in stampa tipografica. Queste collaborazioni hanno contribuito alla creazione di una nuova parte del proprio archivio dedicata alla fotografia musicale.

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